Perimplantite, infezione all’impianto dentale: consigli per preservarlo

Patologie e interventi 11 Settembre 2020

La perimplantite è un’infezione all’impianto dentale, si tratta di un processo di origine batterica che si forma intorno a un impianto dopo la sua inserzione nel sito implantare. In Italia questa malattia colpisce il 60% della popolazione, concentrandosi soprattutto nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni, e con una percentuali di forme gravi o avanzate che si aggira attorno al 10-14% (secondo dati diffusi dal Ministero della Salute).

Cause della perimplantite

Le cause della perimplantite possono essere diverse, come la perdita progressiva della struttura ossea nella quale era innestato l’impianto o il fallimento del processo di osteointegrazione. L’infezione nasce dalla formazione di batteri all’interno della lesione perimplantare che poi proliferano sulla superficie dell’impianto e possono arrivare a causare gravi danni come la perdita graduale dell’osso intorno all’impianto o, se non intercettata tempestivamente, la perdita dell’impianto stesso.

 

La perimplantite può essere strettamente correlata alla presenza di una malattia parodontale, soprattutto nei casi di pazienti trattati con riabilitazioni implantoprotesiche. Per questo, è fondamentale porre particolare attenzione all’installazione dell’impianto e al suo corretto mantenimento nel corso del tempo, assicurandosi un controllo della placca batterica la presenza di un parodonto sano al fine di ridurre i rischi di insorgenza dell’infezione.

Durante i controlli successivi al posizionamento di un impianto, i tessuti periimplantari devono essere attentamente monitorati clinicamente e radiologicamente. In questo modo, è possibile individuare le alterazioni in una fase precoce.

Un monitoraggio regolare e l’esecuzione quotidiana delle giuste istruzioni per il mantenimento dell’igiene orale, oltre a una rimozione professionale del biofilm supramucoso, sono pratiche fondamentali per prevenire o tenere sotto controllo l’insorgere dell’infezione. Ovviamente, ogni paziente presenta una situazione unica e singolare, per questo è importante valutare le migliori pratiche durante la visita con il parodontologo.

Altri fattori di rischio per l’insorgere della perimplantite sono:

Fumo

L’abitudine al fumo è uno dei più alti fatto di rischio per il fallimento dell’impianto ed è stato dimostrato che i fumatori presentano un elevato grado di perdita marginale dell’osso e infiammazione dei tessuti molli.

Diabete

Il diabete viene considerato un fattore di rischio soprattutto in presenza di pazienti con scarso controllo metabolico, mentre il rischio diminuisce con pazienti in grado di mantenere un buon controllo. In questi casi è fondamentale procedere a una valutazione del tipo di diabete, l’età d’insorgenza, il livello di glicemia, il metodo di controllo glicemico e l’eventuale associazione con la malattia parodontale o con altri fattori di rischio.

Igiene orale

Un’igiene orale non corretta può comportare a un accumulo di placca batterica e, conseguentemente, allo sviluppo di infiammazioni dei tessuti molli attorno agli impianti. In questi casi è fondamentale procedere a sedute di ablazione professionale e al ripristino tempestivo di una corretta igiene orale al fine di evitare la progressiva distruzione di tessuti e l’insorgenza di una perimplantite.

Parodontopatie pregresse

La presenza di batteri parodontopatogeni nei soggetti parzialmente edentuli potrebbe aumentare il rischio di sviluppare una perimplantite. La presenza di flora batterica parodontopatogena subgengivale perimplantare potrebbe far supporre la possibile trasmissione di batteri da siti di denti affetti da malattia parodontale ai siti implantari dello stesso paziente.

Perimplantite infezione impianto dentale - Giuseppe Cicero

Quali sono i sintomi della perimplantite?

Tra i primi sintomi della perimplantite possiamo annoverare:

  • Sanguinamento delle gengive
  • Gengive arrossate
  • Dolore alla masticazione e al sondaggio perimplantare

Alcuni dei sintomi principali attraverso i quali riconoscere una perimplantite in fase acuta sono:

  • Dolore intenso
  • Sanguinamento spontaneo
  • Essudato purulento
  • Gonfiore della zona attorno all’impianto
  • Ascesso perimplantare

Quali sono i primi indizi dell’insorgere di una perimplantite?

Il primo indizio è riscontrabile nel cambio di colore della gengiva vicino all’impianto: una variazione in un colore più chiaro o più scuro del resto della bocca può indicare lo sviluppo di una perimplantite. I sanguinamenti frequenti sono gli indizi successivi che possono indicare la presenza dell’infezione. Quando sono presenti solo questi due sintomi, l’infezione è in uno stadio iniziale e può essere ancora riconosciuta e trattata tempestivamente.

Il dolore alla masticazione, la sensazione di mobilità dell’impianto e un sanguinamento più costante e spontaneo (non solo durante il lavaggio dei denti, quindi) sono segni che la perimplantite è in uno stato avanzato e di compromissione dell’impianto. In questo caso bisogna subito chiamare il parodontologo per procedere alla rimozione dell’impianto.

L’implantoplastica associata al trattamento rigenerativo della perimplantite – trattamento consigliato nella maggior parte dei casi dal Dott. Giuseppe Cicero

L’implantoplastica è una procedura che consiste nel decontaminare la porzione di impianto esposta dal processo infiammatorio mediante l’utilizzo di frese diamantate montate su strumenti rotanti. L’obiettivo di tale procedura è rimuovere lo strato più superficiale di titanio contaminato da batteri e, al contempo, ridurre la ruvidità del corpo implantare così da renderlo meno ritentivo di placca batterica, dunque meno soggetto a recidive.

La procedura chirurgica ha previsto l’allestimento di un lembo per poter visualizzare ed esporre le parti dell’impianto infette e successivamente un intervento di degranulazione del difetto perimplantare mediante curette in teflon e punta ultrasuoni e decontaminazione del difetto.

La porzione di impianto che aveva perso tessuto osseo di supporto è stata sottoposta a implantoplastica, fin dove l’accesso chirurgico lo consentiva, mediante l’uso di frese diamantate a granulometria decrescente e gommini da lucidatura. In sede del difetto infraosseo si potranno poi eseguire terapie rigenerative di riempimento dello stesso difetto mediante sostituto osseo e successivo posizionamento di una membrana in collagene riassorbibile.

Tecnologie avanzate per la cura della perimplantite come alternativa alla classica implantoplastica

La diagnosi di perimplantite si esegue andando a ricercare quei segni e sintomi di cui abbiamo parlato in precedenza e grazie a test microbiologici che possono dare informazioni complete sui batteri presenti nelle tasche parodontali.

Il trattamento della perimplantite prevede come alternativa una riduzione della carica batterica, attraverso una approfondita igiene professionale effettuata con microscopio operatorio e utilizzo del laser, proprio come per la cura della parodontite. Questo permetterà una decontaminazione batterica e una riduzione dell’infiammazione.